La Coppa Piemonte

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Archiviata la stagione 2002/03 che regala nuovamente il titolo di capocannoniere a Marchetto, si pensa alla stagione 2003/04 che ha un bel prologo domenica 1 giugno 2003 in cui si disputa a Fiano il trofeo “Due calci per un amico”, manifestazione benefica che ha l’obiettivo di racimolare qualche soldino da destinare all’associazione italiana per la ricerca sul cancro. Oltre al Fiano Plus, padrone di casa, partecipano anche il Torino femminile ed una rappresentativa di amministratori comunali. Per il Fiano Plus è l’occasione per presentare un nuovo acquisto, per la verità si tratta di un cavallo di ritorno: Stefano Massimino. Oltre al fuoriclasse fianese, arrivano anche il portiere Binatti, i difensori Luca Traina e Maganuco (anche lui è un cavallo di ritorno), oltre al centrocampista Cristallo e all’attaccante Vighetti. La squadra appare subito competitiva nonostante anche in questo caso la cattiva sorte decida di metterci lo zampino: a causa di un incidente motociclistico Fassero sarà assente per quasi tutta la stagione, rientrando solamente nell’ultimo mese. Ma tutto sommato, comunque, c’è molta fiducia e la squadra si prepara in altura, in quel di Mezzenile.

La stagione riparte da Ciriè contro la Libertas, squadra che non ci ha mai dato particolari grattacapi. Ed in effetti anche in questo caso lo spartito non cambia con il Fiano Plus che affonda già nel primo tempo; alla fine della partita sarà 5-1 per noi che oltre ai punti portiamo a casa interessanti valutazioni sul valore tecnico della squadra. Il mezzo falso della settimana successiva (pareggio a Caselle con la Filmar per 2-2 dopo il nostro vantaggio per 2-0) non ci turba particolarmente e continuiamo a ottenere punti importanti: 4-0 al Cervisia e 4-2 a Cafasse nel derby più sentito. La sconfitta della settimana successiva a Nole contro l’Edilbruna fa da prologo all’incredibile pareggio ottenuto contro il Lattes alla sesta giornata: in vantaggio per 3-0 fino a cinque minuti dalla fine riusciamo a subire il pareggio nel recupero. Ma anche in questo caso il mezzo passo falso viene metabolizzato abbastanza semplicemente. Tra novembre e dicembre otteniamo un filotto di quattro vittorie consecutive tra cui spicca un 7-0 ottenuto contro un impaurito Borgonuovo. All’Ultima di andata, prima di Natale, andiamo a Ciriè contro il Cafe Villaggio, inatteso capolista del campionato; ne esce una partita scialba con le due squadre attente a non farsi troppo male. Alla fine dell’andata terminiamo al secondo posto a due lunghezze dal Cafe Villaggio capolista; l’Edilbruna favorita è solamente terza. Dopo la pausa natalizia il campionato riparte con il Fiano Plus desideroso di giocarsi le proprie carte: è soprattutto la coppia offensiva formata da Marchetto e Massimino che fa sognare i tifosi con lo scudetto che appare alla portata dei fianesi. Ripartiamo bene con tre vittorie nelle prime tre partite: 2-1 alla Libertas, 6-1 alla Filmar, 5-1 al Cervisia.

La squadra, nonostante le vittorie, appare leggermente appannata e si salva grazie ad un maestoso Massimino che sale letteralmente in cattedra e prende per mano la squadra. Nel frattempo vi sono importanti novità legate alla gestione di parte del centro sportivo con il Fiano Plus che inizia a valutare la possibilità di realizzare dei campi da calcio a 5 in luogo di queli del tennis esistenti. Con la quarta di ritorno che non si gioca a causa della neve andiamo alla quinta con l’Edilbruna che viene a Fiano per giocarsi un primo crocevia e l’assenza parziale di Massimino (arriverà solamente nel secondo tempo) si rivela determinante: perdiamo infatti per 3-1. Ma nonostante la sconfitta nulla appare compromesso ed andiamo alla sesta giornata a Malanghero a strapazzare il Lattes infilandogli un cappotto tennistico: 6-1. E’ il canto del cigno perché la settimana dopo contro il Leinì incappiamo nella classica giornata storta. Contro un avversario che non ha nulla da chiedere al campionato e presentatosi in formazione rimaneggiata la squadra è irriconoscibile, quasi svuotata di motivazioni; e pensare che le notizie che giungevano da Ciriè (Cafe Villaggio) erano assolutamente positive con il primo posto dietro l’angolo. Ed invece la squadra gioca con il fiatone, va in svantaggio e non riesce più a recuperare nonostante le innumerevoli occasioni create (tra cui un penalty di Massimino calciato alto).

La parola FINE compare però solamente contro il Cafasse, nel recupero serale, con cui riusciamo solamente a pareggiare. Il campionato svanisce a favore dell’Edilbruna che gioca un girone di ritorno perfetto e supera anche il Cafe Villaggio. Le ultime giornate si consumano all’insegna della tensione: a differenza della stagione 2001/02 questa volta la sconfitta fa male ed è difficile da metabolizzare perché la squadra era ben costruita e non aveva punti deboli, la conquista del titolo di capocannoniere di Massimino è solamente un contentino. E’ mancata solamente un po’ di convinzione nel momento topico del campionato, anche perché la partecipazione alla Coppa Piemonte ci ha tolto energie importanti. Ma a questo punto, dopo la disfatta in campionato, diventa proprio la manifestazione regionale l’obiettivo stagionale per eccellenza. E pensare che i presupposti non furono assolutamente propiziatori visto che arrivati in semifinale ci troviamo ad affrontare il Doria, squadra che nelle precedenti edizioni della manifestazione regionale ha sempre ben figurato, all’indomani della delusione in campionato. L’andata si gioca ad Orbassano e la partita decreta una nuova svolta, quasi inaspettata. La squadra che si presenta al centro sportivo con il morale sotto i tacchi, riesce a dimenticare gli episodi recenti ed una volta in campo si trasforma. Il nostro primo tempo è eccezionale: creiamo occasioni a raffica, cogliamo due volte i legni della porta avversaria, sbagliamo un nuovo penalty ma non riusciamo ad affondare. Il secondo tempo è rocambolesco con loro che vanno in vantaggio al primo affondo, pareggia uno strepitoso Massimino in rovesciata, rimaniamo in dieci a causa dell’espulsione di Fioccone ed andiamo nuovamente in svantaggio. Quando tutto sembra perduto ci pensa Marchetto che sigla il pareggio su rigore concesso nei minuti finali. La squadra ha ritrovato morale e convinzione e l’obiettivo della finale di Bra del 30 maggio questa volta non è più un miraggio. La settimana successiva a Fiano la sfida appare interminabile: ci difendiamo bene e ripartiamo in velocità ma anche questa volta la fortuna ci assiste poco con Massimino che nella stessa azione coglie per due volte i pali della porta avversaria e con il risultato che non si schioda dallo 0-0 iniziale. Ma tutto sommato per noi è sufficiente perché comunque andiamo in finale con il morale alle stelle. E devo ammettere che quei giorni a cavallo della finale di Bra furono fantastici per l’atmosfera e per la sintonia che si crearono.

Il 30 maggio 2004, il torpedone rosso-blu parte da Fiano con destinazione Bra, campo antistante la basilica di Santa Maria dei fiori; avversari la squadra del Macellai Bra, squadra che gioca praticamente tra le mura amiche. La squadra è concentrata al massimo, sul pullmann non vola una mosca e nonostante le assenze di Caveglia e Rovei la squadra è ben conscia di potercela fare. Con gli spalti gremiti come non mai, la partita ha inizio con il Fiano Plus che si presenta con: BINATTI, PORINO, GHIRELLI, GENINATTI, FASSERO, CAROLLO, MARCHETTO, TRAINA, MASSIMINO, FIOCCONE, CHIAMPI. La partita è molto tirata con le due squadre ben disposte in campo, attente a non farsi sorprendere dagli avversari. Con il passare del tempo il Fiano Plus guadagna qualche metro e costringe gli avversari a rinculare all’indietro anche se la partita rimane avara di emozioni. Ma il Fiano Plus ha un Massimino in più che si inventa il gol del vantaggio con una parabola imprendibile da circa 40 metri che si insacca sotto l’incrocio dei pali. La reazione del Macellai è flebile con la difesa che protegge il proprio estremo difensore con grande attenzione. Nel secondo tempo loro cercano di arrivare al pareggio ma così facendo si espongono al nostro contropiede che diventa implacabile. Dapprima è Marchetto che sigla il raddoppio, infine a distanza di pochi minuti De Pace si inventa, di tacco, il 3-0 ben imbeccato da Chiampi. Alla fine si scatena la festa con i giocatori esultanti sotto la tribuna centrale; per la prima volta una squadra del comitato di Ciriè-Settimo ottiene la vittoria nella manifestazione regionale.

 

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